Con il DM 166/01 sono stati fissati a livello nazionale criteri minimi per l’accreditamento degli Organismi di formazione/orientamento, che fanno riferimento prevalentemente a requisiti di tipo ON-OFF (capacità logistiche, sistema di relazioni) e a requisiti relativi alla performance misurata in base a dati quantitativi. Si tratta di:
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capacità gestionali (a1),
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capacità logistiche (a2),
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situazione economico-finanziaria (b),
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competenze professionali (c),
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efficacia ed efficienza (d),
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sistema di relazioni (e).
Dal momento che si tratta di uno modello “minimo” il decreto prende in considerazione una serie di dati di fatto (ovvero presenza o assenza di determinate caratteristiche strutturali e di relazioni e raggiungimento di indici quantitativi nella realizzazione delle attività), ma non entra nel merito della qualità dei processi che determinano la performance dell’agenzia formativa, e che, per altro, sono analizzati nell’allegato 2 del decreto, né approfondisce la verifica della qualità dei prodotti di tale performance. Alle Regioni è demandata l’applicazione del modello e la sua traduzione in strumento operativo per l’accreditamento, anche mediante l’individuazione di criteri, indicatori, parametri, indici aggiuntivi. Chiaramente la scelta è strettamente connessa al tipo di sistema formativo ed alle relative politiche e strategie che il governo regionale intende realizzare. Sicuramente, in base all’impostazione del modello nazionale, appare chiaro che lo spazio attribuito alle Regioni per l'introduzione di ulteriori criteri, procedure o parametri dovrebbe essere utilizzato per rafforzare, meglio specificare o arricchire le "variabili di controllo" di quei processi che più direttamente hanno rilevanza per la qualità sostanziale.
La Regione Toscana ha tenuto conto sia degli aspetti connessi agli adempimenti a titolarità regionale previsti nel decreto (rispetto del set minimo di criteri, indicatori, parametri ed indici, rispetto delle scadenze temporali, rispetto delle indicazioni procedurali), sia della necessità di adeguare, attraverso un’operazione taylor made, il modello nazionale alla realtà regionale, cogliendo l’occasione dell’accreditamento per far fare al sistema regionale della formazione un ulteriore passo concreto verso obiettivi di qualità, anche attraverso la connessione con altre azioni già avviate in tal senso e, soprattutto, favorendo l’integrazione dei vari “sottosistemi” che concorrono alla definizione del sistema regionale (accreditamento, qualifica degli operatori, valutazione ex ante ed ex post dei progetti).
Tenendo sempre presente questo contesto “allargato”, quindi, il modello regionale ha centrato l’attenzione sui requisiti di qualità, sulla base dei quali si intende sviluppare il sistema generale, e che oltre agli aspetti strutturali, infrastrutturali, di relazione con il territorio, includono quelli relativi ai prodotti/servizi erogati dagli Organismi di formazione/orientamento, ai relativi processi ed all’impianto organizzativo che supporta tali processi, ivi compresi gli aspetti connessi alla correttezza delle relazioni tra l’Organismo stesso e le risorse professionali in esso impiegate, ovvero al rispetto della normativa vigente in materia di rapporti di lavoro dipendente e non.
In tal senso l’accreditamento rappresenta un’opportunità per un cammino di crescita degli Organismi di formazione/orientamento presenti in Toscana e non una mera selezione di soggetti.
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